BOTTOM – (Svegliandosi) Quando viene la mia entrata in scena, chiamatemi, e vi risponderò… alle parole: “O bellissimo Piramo…”. Ma oh!… Quince!… Flauto! Padellone! Nasone! Dove siete? Tutti scappati! Lasciandomi qui solo, addormentato. Ma che strana visione ho avuta in sogno. Ho fatto un tale sogno che non c’è barba di cervello umano che possa raccontar che sogno era. Un uomo, a raccontare un sogno simile, non può essere altro che un somaro. Era come s’io fossi diventato… non c’è uomo che possa dir che cosa… Mi pareva che fossi… mi pareva che avessi… come faccio a dir che cosa?… C’è da passar da grande balordo a raccontar che cosa mi pareva. Mai occhio umano ha udito, né orecchio umano ha visto, né mano mai tastato, né lingua concepito, né cuore raccontato che diavolo di sogno è stato il mio. Dirò a Quince ch’ha da scriverci sopra una ballata e intitolarla: “Il sogno di Bottom”; perché davvero è un sogno senza fondo.
BOTTOM – Tisbe, mia amata Tisbe, grato è l’olezzo de sti fiori rognosi…
QUINCE – Odorosi! Che rognosi, odorosi!!!
BOTTOM – Odorosi, odorosi. E così il fiato tuo, Tisbe, difetta…
QUINCE – Diletta! Tisbe diletta! Il tuo fiato, Tisbe diletta è odoroso! E no che je difetta er fiato! Manca che dici che je puzza er fiato e poi potemo chiude pure la commedia!
PUCK – Ma lascialo dire! E’ il più straordinario Piramo che abbia mai calcato le scene!
FLUTE – A chi tocca parlare, a me?
QUINCE – Noo. Siete in due… uno è uscito… che ti pare che tocca a te? E’ chiaro che tocca a te! Lui è uscito ma torna, se tu lo chiami… cioè, se tu lo chiami… lui torna… e chiamalo!!!
FLUTE – O Piramo… Piramo ruggiante…
SNOUT – (irrompendo) Roarrrrr!!!
QUINCE – Fermo! Che ruggiante! Raggiante! Piramo non rugge!
FLUTE – Raggia!
QUINCE – Raggia… ehm, ma che me fai dì! Riprendi, dai!!!
FLUTE – O Piramo raggiante, tal giovincel galante O puledro scalciante che tira la pariglia… che tira la pariglia…
QUINCE – N’accidente che te piglia! Piramo, tocca a te!!!
Rientra PUCK con BOTTOM con la testa di asino [TITANIA è addormentata]
BOTTOM – Se fossi tale, o Tisbe, al certo tuo sarei!
QUINCE – Ahhh! un mostro! Un prodigio! Ci hanno stregato! Pregate! Scappate! Aiuuuto!
Tutti i comici, tranne BOTTOM, escono
PUCK – Io vi seguirò e vi farò girare in tondo! Emetterò nitriti, latrati, grugniti e ruggiti e scoppiettii di fiamma, ovunque vi volgiate!! (Esce)
SCENA 11
BOTTOM – Perché scappano? Ah, i soliti scherzi per mettermi paura! Ho capito: vogliono farmi passare da somaro e vedere se riescono a spaventarmi! Ma io, cascasse il mondo, non mi muovo di qui! E mi metto anche a cantare, per far vedere che non ho paura. (canta a squarciagola e stonatissimo)
TITANIA – (si sveglia) Qual angelo mi ridesta dal mio letto di fiori?
BOTTOM – (interrompe il suo canto sguaiato)
TITANIA – Ti prego, grazioso mortale, canta ancora: il mio orecchio è tutto preso dal piacere delle tue note, così come il mio occhio è incantato dal tuo sembiante! E la potenza delle tue virtù è tale che devo dire, anzi, devo giurare che io t’amo!!
BOTTOM – (raglio) Mi pare, cara signora, che non ne avete poi tanta ragione. E’ proprio vero che, oggigiorno, ragione e amore non vanno mica tanto d’accordo. E’ proprio un peccato che qualche buon vicino non faccia qualcosa per farli riaccoppiare… (ride, ragliando) Ehi, all’occasione so anche essere spiritoso!! (raglio)
TITANIA – Tu sei saggio quanto bello.
BOTTOM – Né l’uno, né l’altro. Ma se avessi tanto sale nella zucca da tirarmi fuori da questo bosco, non chiederei altro.
TITANIA – Non desiderare di uscire da questo bosco! Che tu lo voglia o no, rimarrai qui! Io non sono uno spirito da poco. E poi, io t’amo! Perciò, vieni con me. Metterò delle fate a tua disposizione: esse andranno a pescare per te le pietre più preziose nell’abisso del mare e canteranno mentre tu giacerai su un giaciglio di fiori. Ragnatela! Grano-di-senape!
Entrano le FATE
LE FATE– Eccomi!
Anch’io!
E anch’io!
Cosa dobbiamo fare?
Dove dobbiamo andare?
TITANIA – Siate gentili e cortesi con questo gentiluomo: nutritelo di albicocche e lamponi, d’uva purpurea e fichi verdi. Inchinatevi a lui, fate, e rendetegli omaggio.
LE FATE– Salve, o mortale!
Salve a te!
BOTTOM – (con la voce e le parole di quando recita) Chiedo umilmente venia alle vostre colendissime signorie. Desidero far meglio la vostra conoscenza. (rivolto a una fata) Prego vossignoria di volermi dire il suo nome.
LE FATE- Ragnatela
Grano-di-senape
BOTTOM – (a Ragnatela) Oh, illustrissima signora Ragnatela, se mi succederà di tagliarmi un dito, vorrò farmi “ardito” secovoi! (ride, ragliando poi si rivolge a Grano-di-senape) Conosco bene la vostra pazienza, madamuasella, quel vigliacchissimo gigante del signor Manzo ha divorato molti gentiluomini del vostro casato. Dolcissime donzelle, …
TITANIA – Legate la lingua al mio amore! E accompagnatelo alla mia alcova. (escono tutti)
Articolo su "Il Sarchiapone SHOW" di Sagoma Comedy!
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Giovanni e Paola ospiti su Rai3 per parlare di casa, mutuo e precarietà (1 agosto 2011)
Brevemente…io
Sono un appassionato di comunicazione, teatro e multimedialità (...e questo non significa che ti so riparare il pc, la stampante o la lavatrice!). Quando meno me lo aspetto mi trasformo in form-attore con licenza di comicità ed empatia. Il blog é in continua evoluzione come la mia formazione e la mia vita più in generale...buona navigazione!!! Giovanni