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Nuove risorse, puntare su storia personale e continuità

ottobre 3, 2011

Fonte: Osservatorio Risorse Umane

Pier Luigi Celli è l’autore di una discussa lettera al figlio Mattia, pubblicata sul quotidiano La Repubblica nel novembre del 2009, dal titolo “Figlio mio, lascia questo paese”. Il manager, ex direttore generale della Rai che vanta nel suo curriculum diverse esperienze nelle risorse umane di grandi aziende italiane, traccia un quadro cupo sul futuro professionale dei giovani nel nostro paese.


Leggi la lettera

Un anno dopo esce nelle librerie “La generazione tradita”: il saggio riprende il tema delle prospettive umane e professionali dei 20-30enni di oggi, e lo approfondisce secondo un’ottica sociologica a tratti anche esistenziale.

L’Osservatorio lo ha intervistato.

Ci spiega in estrema sintesi, qual è la “Generazione tradita” e perché lo sarebbe?

Tradire significa svincolarsi da un’appartenenza (e da una dimensione di impegno) al plurale. Abbiamo esposto un’intera generazione di giovani a questo sentimento e stato dell’animo, non offrendo loro, in primo luogo, memorie collettive a cui rifarsi e da condividere. La nostra generazione, come scrivo nel libro, “ha corroso anche quelle che ci hanno seguito, proprio per la sua incapacità narrativa: un’afasia “verbosa” e senza presa; laddove “tramandare” avrebbe richiesto un impegno a “fare”, mentre noi disperdevamo il nostro patrimonio in mille pretese in cui era in gioco soltanto l’apparenza, senza appeal”.

Il “tappo”, diciamo così, che impedisce ai giovani di emergere è un problema solo italiano? E se è possibile individuarne la radice, questa potrebbe essere il familismo nostrano? Oppure cos’altro?

È innegabile che esista, oggi, nel nostro Paese un serio problema di riequilibrio generazionale, ma la soluzione non può essere rinvenuta solo nell’età, che è un discrimine di per sé né positivo, né negativo. Rilevano, semmai, le modalità con cui si approda a certe posizioni. Ho parlato, in proposito, di “oligarchie di ventura”, la cui connotazione visibile è quella tipica delle “corti”, che determinano una crescita rattrappita e incolore di quelli che, in qualsiasi società ordinata, sarebbero i “ricambi di qualità”.

In due parole, cosa dovrebbero fare un’azienda seria italiana, in termini di selezione e gestione delle risorse umane, per non “tradire” la nuova generazione?

Per non tradire le giovani generazioni, le imprese dovrebbero abbandonare la prevalente ideologia gestionale ripiegata su numeri e valutazioni razionali, che non tengono in alcun modo conto di quei saperi evoluti, e di quelle competenze complesse e preparazioni evolute, richiesti dalla competizione internazionale. Si dovrebbero tornare a prendere in considerazione le biografie personali, piuttosto che asettici curriculum, attraverso cui ri-costruire narrazioni aziendali in cui, anche per i più giovani, sia possibile stare con dignità ed essere riconosciuti con equità.

In due parole, cosa dovrebbe fare un 25 enne italiano ora, già laureato, pronto ad andare all’estero ma con la speranza di cambiare le cose qui?

Se è effettivamente pronto ad andare all’estero che parta pure, perché poi è utile considerare più punti di vista, magari per confermare la volontà di rimanere in Italia dopo aver fatto un giro all’estero che gli abbia consentito di guardare le cose da angolature che sono differenti. Il ritorno – penso soprattutto a quei molti giovani del Sud che hanno abbandonato le proprie terre di origine per il centro e il nord d’Italia – è sempre doloroso perché richiede la messa in discussione della scelta, in assenza di intervento di nuove condizioni. A quei giovani che vogliono sperimentare la speranza del cambiamento il consiglio è quello di affrontare questa sfida, possibilmente non da soli ma insieme ad altri coetanei e sotto la guida di buoni maestri, col coraggio delle proprie idee e con la cultura specifica per difenderle.

Secondo lei cambiare l’articolo 18 e dar vita al “contratto unico” sarebbe una soluzione possibile?

Il “contratto unico”, a protezione crescente per tutti i lavoratori, può essere certamente una soluzione da esplorare, senza sottovalutare di dar risposta alla grave messa in crisi di quell’imprinting che i primi anni di lavoro consentivano di assumere. Se questi primi due o tre anni di lavoro all’interno di un’impresa non si riescono più a farli in maniera continuativa, non ci si affeziona più a nessuna impresa, senza che poi nessuna azienda si affezioni a quel giovane. Se a questi ragazzi non garantiamo una continuità di qualche tipo, anche una continuità mentale rispetto alle cose, noi questa generazione l’abbiamo tradita.

Intervento introduttivo al convegno Innovazione e responsabilità sociale: idee ed organizzazioni a confronto dell’8 giugno 2011

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Musei in musica: 5° posto

gennaio 2, 2010

Il video “L’arte in musica” si é posizionato al 5° posto per il tema del mese di novembre. Di seguito i commenti al video…

1. Commento di Carlo Ruggiero
Davvero divertente. Umorismo semplice e non volgare. Bravo. 
Scritto il 18/12/2009 23.19.00

2. Commento di Marco
Sei un pazzo….un geniale pazzo. Grande
Scritto il 17/11/2009 11.38.00

3. Commento di Andrea
Grande Joe sei un mito!!!
Scritto il 17/11/2009 10.33.00

4. Commento di davide
Grande Gio!!!!!!
Hai dimenticato PEP GUARDIOLA e NIELS LIDHOLM!!!!!
Continua così!!!!!!!

Scritto il 17/11/2009 9.20.00

5. Commento di Alessandra
Davvero originale! 
Scritto il 16/11/2009 21.53.00

6. Commento di Tony
Bella Giò!!!Ma riusciremo a vederti in tv oltre che a teatro?!!???
Scritto il 16/11/2009 18.57.00

7. Commento di Lilly
Idea simpatica…un mini film in meno di 3 minuti!Complimenti!!
Scritto il 16/11/2009 18.55.00

8. Commento di Sandro
:-D
Grande Giò! Ehi, la prossima volta che ci si vede non dimenticare la parrucca! Sai, girovagando per Linz quando ci abitavo, ti trovo, accanto alla casa di Kepler, quella del cugino del panettiere della nonna della morosa del Gambolputty…
-)
Scritto il 12/11/2009 16.11.00

9. Commento di Amina
Aahahahahah eccezionaleeeeeee!!! :-D
Scritto il 12/11/2009 14.48.00

10. Commento di Loredana
ma come ti vengono??? ahahahahahah
Scritto il 10/11/2009 18.32.00

11. Commento di Tonia
Ah!Ah!Ah!Fortissimo!!Gipo Farassino…Don Backy…ma da dove li hai ripescati???Ah!Ah!Ah!
Scritto il 05/11/2009 20.39.00

12. Commento di Manuyama
 …voglio le parrucche…sarebbe un salto di qualità rispetto a quella bionda che ben conoscete…bravi, ragazzi! )
Scritto il 05/11/2009 12.42.00

13. Commento di stefania
Grandioso amico della PA veramente grandioso!!!!!!!!!!
Scritto il 05/11/2009 11.18.00

14. Commento di dario
ricordo benissimo un Gambolputty von qualche cosa: genio incompreso avesse usato uno pseudonimo, forse….!
Grande Giò
Scritto il 03/11/2009 22.06.00

15. Commento di francesco
davvero come si chiamava ????
Scritto il 03/11/2009 21.23.00

16. Commento di Rosaria
Brava Paola…bravo Ubaldo…
Scritto il 03/11/2009 20.34.00

17. Commento di Andrea
Troppo forte! heheheheh! Mi sono divertito un casino! e ti ho guardato con gusto!
Scritto il 03/11/2009 20.28.00

18. Commento di Maria Patavia
ancora una volta grande Giò! Bravissimi tutti! 
Scritto il 03/11/2009 18.40.00

19. Commento di Gigi
idea simpatica…conoscevo lo sketch originale…la rivisitazione che avete fatto non é male….così come leo beenhakker che suona il banjo!!
Scritto il 03/11/2009 18.24.00

20. Commento di Giuliano Bissoli
molto originale…ma non ho capito come si chiama l artista?????
Scritto il 03/11/2009 15.25.00

21. Commento di Enzo 
Uhahaha…. comunque secondo me suonava la mandola barocca tostata!
Scritto il 03/11/2009 13.16.00

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Musei in Musica

novembre 15, 2009

Presentatore:
Ludwig Van Beethoven, Wolfang Amadeus Mozart, Shel Shapiro, Frederic Chopin, Gipo Farassino, Leo Beenhakker, Franz Liszt, Don Backy Padre Cionfoli. Nomi che vivranno per sempre nel firmamento musicale mondiale. Ma c’è un compositore il cui nome non è mai incluso con i grandi. Come mai il mondo non ha mai ricordato il nome di Johann Gambolputty de von Ausfern –schplenden-schlitter-crasscrebon-fried-digger-dangel-dungel-burstein-von-knacker-thrasher-apple-banger-horowitz-ticolensic-grander-knotty-spelltinkle-grandlich-grumblemeyer-spelterwasser-kurstlich-himbleeisen-bahnwagen-gutenabend-bitte-eine-nurnburger-bratwustle-gerspurten-mit-zweiache-luber-hundsfut-gumberaber-shonendanker-kalbsfleisch-mittler-raucher von Hautkopft da Ulm?

Presentatore:
Per rendere giustizia a questo uomo, secondo molti, e in particolare da Drupi, il più grande nome vernissage della musica barocca tedesca su acrilico, presentiamo un profilo inedito di Johann Gambolputty de von Ausfern–schplenden-schlitter-crasscrebon-fried-digger-dangel-dungel-burstein-von-knacker-thrasher-apple-banger-horowitz-ticolensic-grander-knotty-spelltinkle-grandlich-grumblemeyer-spelterwasser-kurstlich-himbleeisen-bahnwagen-gutenabend-bitte-eine-nurnburger-bratwustle-gerspurten-mit-zweiache-luber-hundsfut-gumberaber-shonendanker-kalbsfleisch-mittler-raucher von Hautkopft da Ulm

Presentatore:
Abbiamo intervistato, per sostenere la sua partecipazione a Musei in Musica, nella sua residenza al Museo delle Cere, il suo unico parente ancora in vita Karl Gambolputty de von Ausfern–schplenden-schlitter-crasscrebon-fried-digger-dangel-dungel-burstein-von-knacker-thrasher-apple-banger-horowitz-ticolensic-grander-knotty-spelltinkle-grandlich-grumblemeyer-spelterwasser-kurstlich-himbleeisen-bahnwagen-gutenabend-bitte-eine-nurnburger-bratwustle-gerspurten-mit-zweiache-luber-hundsfut-gumberaber-shonendanker-kalbsfleisch-mittler-raucher von Hautkopft da Ulm…

Se il video vi é piaciuto lasciatemi un commento oppure votatemi sul sito Nuovitalenti Rai a questo link

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