Vittorio Metz (dal “Marc’Aurelio“, 1940)
Il colonello Filippo (facendosi vento con la mano): – Fa un birbo caldone!
La contessa di Machaudal (meravigliata): – Scusate, ma non ho capito bene…
Il colonello Filippo: – Ho detto che fa un baldo carbone.
La contessa di Machaudal: – Ma…
Il colonello Filippo : – Fa un carbo baldone…un childo barbone…Maledizione! Un caldo birbone.
La contessa di Machaudal: – Ah, si. Fa caldamente vero….ossia…fa veramente caldo.
Il colonello Filippo : – Volete che andiamo a prendere un pò di terro sulla frescazza?
La contessa di Machaudal: – Ma…Colonnippo Filello, mi meraviglio di voi!
Il colonello Filippo : – Volevo dire un pò di fresco sulla terrazza. Scusatemi: mi accade, qualche volta, di papere delle prendere…
La contessa di Machaudal (imbarazzata): – Capisco, capisco… (escono sul terrazzo)
Il colonello Filippo : – Che bella serata! E come stellano le brille. Contessa, io quando sono vicino a voi, mi sento turbo tuttato…mi serbo tutto tuntato…accidenti alla papere! Mi sento tutto turbato.
La contessa di Machaudal: – Colonnello, mi pare che mi stiate correggiando…che mi stiate scorr…Accidentaccio! Mi pare che mi stiate corteggiando!
Il colonello Filippo : E’ vero. Perché io, contazza, vi amo come un fesso e farei pelice se voi acconsentiste a prestarmi al più sposo…Porca miseriaccia! A sposarci al più presto.
La contessa di Machaudal (civettuola): – Ne ricolleremo, parlorello, ne riparleremo un’altra sera. Questa sera, mi sembra che non siate troppo nervone dei vostri padri…Che non siate padre nervone dei vostri troppi…Accidenti alle papere! Che non siate troppo padrone dei vostri nervi. (rientra nel salotto lasciando il colonnello Terrazzo solo sulla filippa)
TELA LA CALA



