Nel post precedentemente dedicato alla “Palestra di Daniele Luttazzi”, mi ero dimenticato di specificare le tre rubriche/esercizi in cui potete cimentarvi.
Dal sito: www.danieleluttazzi.it
Rubrica I
In diversi mi segnalate titoli veri che sono già satirici di per sè, senza bisogno di aggiungere altro. Esempio: Milingo si lamenta: “Quanto mi costa la moglie”. (libero-news.it/giuliano cassataro)
Se ne individuate uno, inviatelo qua per la nuova rubrica Le parallele asimmetriche. (Indicate la testata da cui avete preso il titolo.)
Davide propone la correlazione fra due titoli:
1. la Repubblica/Politica: “Mara Carfagna ha ricavato un libro dal suo primo anno di esperienza da ministro”
2. la Repubblica/Scienza: “Ricavata cellulosa da spermatozoi” (davide candeli)
E’ un’idea ottima.
Dato un titolo 1, trovate un titolo 2 che sembri correlato.
Variazione: il confronto fra due frasi contraddittorie dello stesso personaggio, la prima detta oggi, la seconda tempo fa. Esempio:
1. Influenza A: Sacconi: “No allarmismi.” (20/02/2009, ansa.it)
2. Sacconi: “Stiamo considerando l’ipotesi di immunizzare contro la nuova influenza 15,4 milioni di persone” (22/07/2009, corriere.it/ Mimmo Riccio)
Data la frase 1 detta oggi, trovate la frase 2 contraddittoria detta tempo fa.
Sono Parallele simmetriche. Insieme a quelle asimmetriche completeranno la rubrica I: Parallele.
Rubrica II
1.Franceschini si ricandida alla guida del PD:”Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano molto prima di me.”
2.Franceschini ai dalemiani:”Fuori dai coglioni.”
La frase 1 è quella pronunciata pubblicamente.
La frase 2 è quello che significa davvero.
Trovate una frase 1, inventate la relativa frase 2.
Questa é la rubrica II: Pilates.
Rubrica III
1. Berlusconi: -Vertice riuscito, premiata la mia lucida follia.
2. Michelle Obama: -Perché la carbonara di Berlusconi é blu??- (Vittorio Lattanzi)
La frase 1 è quella pronunciata pubblicamente.
La frase 2 è la domanda bizzarra che l’ha provocata.
Trovate una frase 1, inventate la relativa domanda 2.
Questa é la rubrica III: Carnac.
Il grande segreto
Ciò che fa scattare la risata è LA TECNICA della battuta, non il contenuto. Fateci caso: quando un giornalista riassume la battuta di qualche comico oppure ne fa una parafrasi con parole sue, la battuta non fa ridere. Il contenuto serve alla salienza e predispone l’animo alla risata, ma è la tecnica ( il timer ) a farla esplodere. Ed è la tecnica che si impara a mettere a punto, in questa Palestra di bombaroli. (Dai miei piccoli esperimenti live su battute di comici famosi, ad esempio, ho scoperto che basta spostare una parola in un certo modo e la battuta diventa molto più forte.)
(Quale modo? Scoprìtelo da soli. Io ci ho messo vent’anni per arrivarci. Magari sarete più fortunati.) (Sì, buonasera.)
Poi esistono contenuti (idee) più o meno originali e qui serve il confronto con gli altri.
La risata scatta non per l’idea, ma per la tecnica della battuta. Una battuta è un racconto in miniatura in cui distinguiamo una trama (il plot) e una sceneggiatura (la struttura). Il plot contiene una risata latente che solo la struttura fa esplodere. Infatti la parafrasi di una battuta (cioè il plot senza la struttura) non fa ridere.
La struttura di una battuta è il meccanismo a orologeria che modula il fluire del tempo narrativo rendendolo sorprendente. Esistono vari meccanismi, ciascuno composto da tante rotelline: fra queste, una delle principali è l’esattezza del dettaglio.
Questo é l’ultimo post prima della pausa estiva.
Buone vacanze!!
Giovanni




