da innovando.it
Il teatro può insegnare agli imprenditori che la psicologia e il metodo di guidare una molteplicità di persone in un mondo spietatamente competitivo non sono mai cambiati.
C’è uno schema comune, a ogni livello della società, nel modo in cui i leader esercitano il potere. Per quanto differenti siano le culture, la gestione del potere da parte di un leader sembra essere la stessa nell’Inghilterra elisabettiana, nell’Africa tribale, nella Cina comunista o nell’America capitalista. I leader possono avere titoli diversi: re, imperatore, duca, console, presidente, direttore, amministratore delegato, consigliere. Ma i poteri che detengono, la loro influenza sulla vita degli altri, il bene che possono fare e il danno che possono provocare hanno lo stesso riscontro in ogni società nella storia.
Ogni opera teatrale è il prodotto della sua epoca e delle epoche precedenti. Shakespeare traeva spunto dall’attualità, dalle cronache storiche, dai grandi scrittori classici greci e latini, dalle fiabe e dai racconti popolari, dalla Bibbia. Prendeva le storie e le parole dei suoi predecessori, modificava qualche elemento qua e là per adattarlo alle esigenze del suo pubblico e con le idee dei vecchi geni creava un nuovo racconto.
Il teatro può suggerire a un leader moderno che la cultura tecnica e commerciale, di cui sono impregnate la maggior parte delle nostre organizzazioni, ci consente di migliorare continuamente macchine e merci, o di divenire inconsapevolmente noi stessi macchine e merci, ma non ci consente di esprimere pienamente la nostra soggettività, di motivare e gestire delle persone e di percepire compiutamente la complessa realtà che ci circonda.
Le api costruiscono alveari, le persone costruiscono imprese. Le aziende producono merci. Anche altri animali economici lo fanno, spesso con maggiore precisione. Come animali economici, le arti e i mestieri primeggiano nella capacità di produrre idee, non solo oggetti materiali. Un’azienda trascorrerà tutta la vita senza mai concepire una minima variazione nel modo di raccogliere il cibo. Un laboratorio delle arti e dei mestieri invece è come se fosse incapace di questo tipo di meccanica aderenza alle istruzioni, essendo incurabile sperimentatore e risolutore di problemi. Le idee sono certamente le merci più importanti che produciamo, anche se molti imprenditori non sono abituati a considerarle così.
Il teatro può insegnare che ogni persona è un essere dialogante e teatrale, un insieme di ruoli in costante confronto reciproco, che apprendono gli uni dagli altri come prendere le proprie decisioni, come elaborare le proprie strategie, come vincere le proprie paure.
“L’educazione teatrale va intesa e coltivata come formazione umana, culturale e relazionale, come comunicazione affatto particolare, come crescita organica e come presa di coscienza di sé e degli altri.” (J.Dewey)
Il teatro insegna molte cose. Ad esempio, insegna a leggere il contenuto intangibile che abbiamo celato dietro le nostre parole e azioni, il sottotesto di una trama, gli obiettivi e le finalità del nostro dire e agire, il “perché ti sto dicendo queste cose”, la causa principale, il movente, l’autentico motivo per cui una persona afferma determinati concetti e pensieri. Il teatro insegna la grande differenza fra testo e pre-testo.
Il teatro è una scuola di vita, uno dei maggiori strumenti di apprendimento umano dall’era antica a oggi. E’ un percorso di formazione permanente che si rivolge in primis ai bambini, poi agli adolescenti e infine agli adulti e agli anziani. Se vivessimo in un paese civile ed evoluto, il teatro sarebbe un’esperienza scolastica obbligatoria, una materia di studio che accompagna le persone dalle scuole materne all’università. Per natura e storia, il teatro è un percorso formativo che non può essere adattato alla formazione manageriale e alla visione temporale a breve termine delle nostre aziende.
L’antica tradizione della commedia dell’arte di improvvisare a scena fissa persiste maggiormente nelle realtà aziendali che non in quelle teatrali. La vision di un’organizzazione, come un testo teatrale, non si esprime mai da sola ma deve essere interpretata. Ogni performance organizzativa è un insieme ordinato e coerente. E’ una costruzione di senso priva di contraddizioni che stabilisce la finalità all’interno della quale devono agire le diverse componenti che formano un’organizzazione. La vision serve a fissare i confini della rappresentazione (la mission dell’organizzazione), assegna le azioni agli attori organizzativi, offre loro l’occasione di esprimersi compiutamente, ma soprattutto stabilisce i rapporti e i modelli fondamentali (i comportamenti individuali e organizzativi) che caratterizzano l’organizzazione. Per interpretare un’organizzazione, gli attori devono comprendere e condividere l’insieme di sottotesti che l’imprenditore ha ricavato da una corretta interpretazione della vision. La vision è l’idea in formazione di un’organizzazione.
Costruire un’organizzazione significa pertanto mettere a fuoco il significato di una vision. Un’organizzazione non può mai essere interpretata in modo neutrale. Se un attore organizzativo non comprende il senso di quello che sta facendo nel lavoro, si comporta come un personaggio in cerca di autore. Quanti imprenditori non comprendono il senso di quello che stanno facendo nel loro lavoro e si comportano “improvvisando a scena fissa”?




