Ormai da tempo si parla di “continous learning” cioé di un apprendimento che accompagna l’individuo per buona parte della sua esistenza. Una decina di anni fa ho tenuto un corso di office automation ad alcuni dipendenti del Ministero degli Esteri che lavoravano presso le ambasciate italiane di diversi Paesi. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stato l’interesse che i partecipanti hanno mostrato per un corso che – per quanto possa essere divertente inserire una clip art su word – non é che a priori dovesse suscitare particolare entusiasmo! Forse ciò che suscitava il loro l’interesse era la curiosità , curiosità nel capire gli strumenti che loro stavo presentando, nel confronto con colleghi conosciuti per la prima volta in quell’occasione, curiosità per un giovane formatore, “palesemente alle prime armi”, ma che cercava di trasmettere anche il proprio entusiasmo per quell’esperienza…Cosa non scontata visto che tra loro c’erano persone che da lì a pochi mesi sarebbero andate in pensione!!
Sul sito Mondo Digitale sono pubblicate le competenze ritenute fondamentali nella società della conoscenza del 21° secolo sono:
- leadership e capacità decisionali
- comunicazione
- creatività, innovazione ed imprenditorialità
- pensiero critico e sistematico (contestuale)
- concentrazione e risoluzione dei problemi
- mnemonica
- ricerca (incluso Internet)
- capacità ludiche
- coscienza di sè e sviluppo personale
- gestione della salute, dello stress e delle emozioni
- capacità di costruire team e relazioni
- lavoro collaborativo
- coinvolgimento delle comunità
- empatia culturale (anziani, disabili, altre nazioni)
Molte di queste competenze si sviluppano solo con una continua pratica, esattamente come la forma fisica andando in palestra in maniera sistematica. Il non tenersi in “esercizio” comporta rischi notevoli. I grandi cambiamenti nell’ambito lavorativo hanno fatto si che proprio le persone in piena attività si sono trovate in grave difficoltà. Con l’avvento e l’utilizzo delle nuove tecnologie il rischio è il “digital divide”, ovvero un divario tra chi ha accesso e padronanza di questi strumenti e chi non ne ha. Divario generazionale ma anche economico e culturale. Ma più in generale il rischio è quello di una ‘esclusione‘ di questi soggetti dalla società della conoscenza.
Se da una parte è indispensabile un predisposizione all’apprendimento, dall’altro metodi innovativi di insegnamento potrebbero facilitare questo…collegamento!
Alcuni strumenti
La multimedialità
Una soluzione potrebbe essere quella di trovare nuove metodologie di insegnamento che coinvolgano i partecipanti dal lato “emotivo“.
Da questo punto di vista la multimedialità, l’utilizzo di più media potrebbe rendere più coivolgente il processo di apprendimento (amicucciformazione).
Penso agli studenti, considerando la possibilità di studiare materie e argomenti con il supporto di dvd, fonti prese dalla rete: questo potrebbe invogliarli maggiormente all’apprendimento. Non a caso, si ricorda più facilmente una frase di un film che non il verso di una poesia! In edicola vediamo che quotidianamente molte riviste propongono collane di dvd con interviste a scienziati, o approfondimenti di testi classici e così via. L’utilizzo di più media può favorire la memorizzazione. Infatti il nostro cervello non immagazzina solo la nuda e cruda informazione, ma ne richiama immagini, sensazioni, ricordi che sono associati in modo implicito a quell’informazione. Per esempio: ricordate il rigore di Grosso che ci ha fatto vincere il mondiale nel 2006? Non ci evoca forse una vasta gamma di emozioni, immagini assiciati a quel momento indimenticabile? (Il Grillo 16/11/1998)
La competizione
Altri due strumenti che potrebbero facilitare e invogliare all’apprendimento sono il gioco e la competizione.
Il gioco è uno strumento in grado di offrire percorsi di crescita e consapevolezza diretti non solo ai bambini, ma anche agli adulti. E’ un’occasione per reinventare sé stessi, per uscire dal proprio ruolo e dagli schemi di pensiero e comportamento abituali, per togliersi di dosso la solita “maschera”. E’ un modo per sperimentarsi, accettando nuove sfide, ben sapendo di essere in un ambiente protetto dove è possibile sfuggire alle conseguenze negative delle proprie azioni, diversamente da quanto accade nella vita reale. (Profumo di Carriera)
Vincere è decisivo in politica, nell’economia di mercato, in un concorso per un posto di lavoro, nello sport. La vita di un individuo è un susseguirsi continuo di competizioni nei quali il successo è spesso determinato dal fatto di riuscire a ottenere risultati migliori rispetto agli altri. (Il Grillo 16/11/1998)
E così é soprattutto nel gioco, qualunque esso sia. Mondiali di calcio, di freccette, di poker…di playstation ovviamente! Allora perché non provare ad immaginare dei campionati di excel, power point o word…le conoscenze e le abilità nell’utilizzare questi strumenti non sono sicuramente di secondo piano rispetto ad una partita di FIFA 2010…
Vi lascio con il link ad un’interessante lezione del Prof. Michele Crudele sull’approccio corretto all’informatica (clicca sull’immagine).




