Giovedi 23/02, a Roma, reunion tra i Morinibros e gli allievi dell’accademia
Che cos’è “Il Sarchiapone”?
Innanzitutto è il fantasmagorico e improbabile animale protagonista di un famosissimo sketch di Walter Chiari. Ma da oggi è anche il nuovo “animale” comico della premiata ditta Max & Francesco Morini ovvero i Morinibros, e della loro Scuola, l’Accademia Comico Roma, che da 6 anni ormai forma e lancia nuove generazioni di Comici. Comici che vincono Festival e Rassegne nazionali, girano l’Italia con il loro repertorio, partecipano a programmi radio e tv, inondano il web con i loro video.
“Il Sarchiapone Show” è il risultato di questi anni di lavoro, un contenitore in cui ex-allievi ed allievi dell’Accademia si alternano in scena ognuno con il proprio stile, il suo personale “timbro” comico e il suo repertorio – monologhi, personaggi, sketch, stand-up, satira e musica- in un format assolutamente imprevedibile ed esplosivo. E mentre il protagonista dello sketch scopre suo malgrado che il Sarchiapone non esiste, i nuovi comici esistono eccome: vi divertiranno e vi salveranno dalla noia e dalla banalità della comicità televisiva.
con Guglielmo Bartoli, Mauro Bellisario, Dani Bra, Francesca Di Cataldo, Giovanni Lacetera, Emanuele Landi, Claudio Meloni, Giovanni Perfetto, Giovanni Petralia, Luisa Romano.
La Risoterapia Creativa® aiuta a migliorare la propria percezione del mondo, insegna a gestire al meglio le relazioni con gli altri, a creare la giusta distanza dai propri problemi, a fronteggiare lo stress, a vincere le corazze caratteriali e a liberarsi dai pensieri ossessivi. Allenarsi a coltivare la propria creatività e la propria elasticità mentale e imparare a ridere di se stessi e degli altri contribuiscono a migliorare la qualità della vita e a sapersi costruire spazi di serenità anche in situazioni avverse.
Rafforzando l’ottimismo, non attraverso artificiose e scontate sollecitazioni verbali, ma tramite la fantasia, il gioco e un quotidiano esercizio mentale, stimoliamo il nostro intero organismo a predisporsi positivamente ad affrontare ostacoli ed avversità.
Il pensiero comico, infatti, oltre a sdrammatizzare i nostri drammi quotidiani, smorzandone le negatività, ci costringe a guardare la vita da angolature diverse, ad assumere punti di vista inediti, inducendoci a conoscere più profondamente le versioni degli altri, arricchendo la nostra capacità di comprensione e rafforzando la nostra volontà di cambiamento.
IL METODO
La Risoterapia Creativa si differenzia dal comico da palcoscenico non per gli strumenti usati ma per le diverse finalità e i contesti differenti in cui li applica. Cambiando gli obbiettivi cambia anche l’uso che di questi mezzi viene fatto: non si tratta più di fare ridere uno o più interlocutori e, per estensione, un ampio pubblico ma di reinterpretare la nostra realtà personale, imparando a ridere di noi stessi e dei nostri problemi.
Attraverso la metafora teatrale si arriva a conoscere, acquisire e sperimentare vari meccanismi comici che consentono di coltivare la propria creatività e la propria capacità di reagire a stimoli esterni in modo originale.
DESTINATARI
I corsi risoterapici si rivolgono a chiunque, per esigenza personale o professionale, desideri affrontare e superare, in modo nuovo e divertente, le piccole e grandi complessità quotidiane, proprie o dell’ambiente circostante, attraverso la riscoperta e l’esercizio delle proprie potenzialità comiche, la pratica dell’ironia, dell’autoironia, del comic wellness e dello psicoumorismo. La peculiarità di questo approccio al comico rende capace, chi si allena costantemente, di applicare la comicità al sociale, trasferendo ad altri dinamiche mentali che costituiscono un valido aiuto per affrontare le difficoltà in modo diverso.
MATERIE
• La risata come scarica della tensione emotiva
• Umorismo e autostima
• L’auto-ironia come risorsa
• La logica distorta e l’interferenza
• Approccio alle tecniche di straniamento e distacco emotivo
• Problemi relazionali e umorismo: come cambiare la percezione del mondo
• Gli effetti psico-biologici del riso
• Disturbi psico-somatici e umorismo
• Stress positivo e negativo
• Tecniche umoristiche per fronteggiare lo stress
• Il riso e il corpo
• Il riso e le corazze caratteriali
• Psico-umorismo della vita quotidiana
• Come liberare la testa dai pensieri ossessivi
• Umorismo e performance
• La tecnica del paradosso.
L’accostamento fra il mondo del lavoro e il mondo del teatro è spesso considerato un’operazione seducente ma “scandalosa” nella nostra cultura, poiché mette in relazione un sistema orientato alla produttività, alla razionalità e al profitto con un sistema di natura artistica basato sul gioco, sull’espressività e sulla creatività. Eppure i punti di contatto, reali o potenziali, tra il sistema-lavoro e il sistema-teatro sono molteplici: forme, strumenti e tecniche di origine teatrale sono ormai da tempo utilizzate dalle organizzazioni lavorative con diversi obiettivi, così come la metafora teatrale è applicata al sistema-lavoro per analizzarne il funzionamento.
Utilizzare in azienda strumenti dotati di un livello di coinvolgimento capace di superare la sfera cognitiva, come il teatro, e di attivare anche la componente emotiva dei partecipanti è un modo per “decongestionare” le risorse del lavoratore ed allontanare potenziali situazioni di stress. I cosiddetti metodi del tipo “come fare per…”, anziché aiutare il lavoratore a distribuire più equamente le proprie risorse, lo costringono ad usare la sua parte più utilizzata, vale a dire quella razionale. Si tratta invece di ridistribuire il carico emotivo per evitare collassi.
Da qui nasce la curiosità del mondo del lavoro per il mondo del teatro, visto come serbatoio di tecniche e strumenti artistici creativi dotati di un forte impatto emotivo. Il mondo del lavoro esplora il mondo del teatro e resta affascinato dalla sua forza, dalle sue capacità comunicative, dalla sua dimensione ludica, dalla sua funzione specchio, dal suo gioco dei ruoli e del “come se”, dalla presenza scenica dell’attore, dall’uso del corpo e della voce. Il mondo del lavoro chiama il mondo del teatro, che risponde e offre i suoi strumenti, le sue forme, i suoi attori. Questi attori diventano formatori d’azienda, comunicatori d’impresa, esperti di simulazione, addetti alle relazioni, consulenti per il settore delle risorse umane, speaker in conferenze, team manager.
Il mondo del teatro propone i propri strumenti al mondo del lavoro, che li adatta ai propri obiettivi: formare, comunicare, promuovere, sensibilizzare, celebrare, divertire, far riflettere, simulare. L’azienda scopre che l’uso della mediazione teatrale non solo non è incompatibile con le attività produttive, ma aiuta persino a raggiungere gli obiettivi in modo più efficiente ed efficace. Fare, ad esempio, formazione per milleduecento dipendenti con una singola lezione spettacolo, anziché con un cospicuo numero di lezioni “tradizionali” in aula a piccoli gruppi, è una prospettiva sempre più apprezzata. Il mondo del teatro esporta strumenti, forme, personaggi, storie, di cui l’organizzazione lavorativa si appropria, applicandoli ai propri processi e alle proprie funzioni. Il mondo del lavoro scopre la dimensione ludica del teatro che attiva la creatività e l’emotività. Al mondo del lavoro interessa, inoltre, la dimensione di evento del teatro, che crea l’occasione per ritrovarsi tutti insieme, nello stesso luogo, per assistere ad un avvenimento che riguarda ognuno.
Diverse sono le modalità di utilizzo del teatro nel lavoro. [...]
Portare il teatro in azienda significa spesso portare uno spettacolo teatrale all’interno dell’ambiente lavorativo, perlopiù con obiettivi didattici e formativi. Troppo spesso dall’uso degli strumenti a mediazione teatrale ci si aspetta un prodotto fortemente orientato agli obiettivi dell’azienda: la comunicazione del messaggio, la promozione del prodotto, la formazione dei dipendenti. Anche la componente temporale può condizionare le modalità di realizzazione del prodotto teatrale d’impresa. Agli attori, ai formatori o ai consulenti che entrano in azienda viene chiesto di produrre qualcosa di quantificabile in breve tempo. Il più delle volte è uno “spettacolo-saggio”, dove l’impresa e i suoi protagonisti sono il soggetto della drammaturgia. Altre volte il mondo del lavoro cerca di acquisire una tecnica. Tutto ciò è perfettamente coerente con l’ottica finalizzata dell’azienda, dove si ricerca l’adeguazione dei mezzi ai fini, dove tutta l’energia è scaricata nel prodotto finale, senza ’perdere’ tempo né energie lungo il precorso. Il teatro è considerato alla stregua di una strategia che, inserita nella catena di produzione, consente di ottenere risultati migliori in minor tempo.
Ma il teatro, se vuole mantenere la sua dimensione formativa extra-quotidiana, non può agire nello stesso tempo e nello stesso spazio dell’impresa.
Proviamo allora a pensare ad un teatro nel lavoro come a un teatro-artigiano, che opera sulla persona, centro dell’organizzazione, e che impiega una quantità di energia e di tempo per produrre risultati sorprendentemente piccoli, ma pregiati e preziosi. Questo é il teatro come lavoro, che impiega la forza del training dell’attore per portare il lavoratore in uno spazio e in un tempo altri, dove sperimentare e sperimentarsi, dove esplorare l’eventuale, dove indagare i rapporti e dove il processo teatrale é più importante del prodotto teatrale. I benefici per l’organizzazione non sarebbero così evidenti e immediatamente riconducibili ad uno specifico prodotto finale ma il lavoratore, sottoposto alla stessa forza del training a cui è sottoposto l’attore nello spazio e nel tempo del laboratorio, aumenterebbe le proprie superfici di sensibilità, pronto a tornare nello spazio e nel tempo del lavoro dilatato.
Quando il mondo del lavoro sarà disposto ad accogliere non solo il teatro nel lavoro ma anche il teatro come lavoro, quando il mondo del lavoro sarà disposto a “sprecare” una parte delle energie per «sprigionare Senso ai lati» , quando la forza del teatro inizierà a lavorare più sulla (e per la) persona che sul (e per il) sistema lavoro, allora si potrà dire che il “buffone di corte” sarà entrato nel mondo del lavoro con dignità regale.
Articolo su "Il Sarchiapone SHOW" di Sagoma Comedy!
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Giovanni e Paola ospiti su Rai3 per parlare di casa, mutuo e precarietà (1 agosto 2011)
Brevemente…io
Sono un appassionato di comunicazione, teatro e multimedialità (...e questo non significa che ti so riparare il pc, la stampante o la lavatrice!). Quando meno me lo aspetto mi trasformo in form-attore con licenza di comicità ed empatia. Il blog é in continua evoluzione come la mia formazione e la mia vita più in generale...buona navigazione!!! Giovanni