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Romanzo Demenziale

gennaio 2, 2012


scritto da
PATRIZIO SISTI e FRANCESCO ARIENZO

con

FRANCESCO ARIENZO, MICHELE BOTRUGNO, VALERIO CAMELIN, MASSIMO GENTILESCHI, GIOVANNI LACETERA, MARCO PASSARANI, VERONICA PINELLI, PATRIZIO SISTI

regia
FRANCESCO ARIENZO
aiuto regia
VERONICA PINELLI

Roma, fine anni settanta.
Quattro amici delinquenti al bar, volevano cambiare il mondo, destinati a qualche cosa in più che a una donna ed un impiego in banca. Dopo aver sequestrato ed ucciso un Conte, incasseranno il riscatto e lo reinvestiranno nella malavita, creando la prima vera organizzazione criminale a Roma.
Attaccato al di dietro della banda il Commissario Scalogna, l’unico ad intuire le loro mire espansionistiche. Attaccata al davanti Gianna, una prostituta che farà perdere la testa ad uno dei capi malavitosi. La loro fame di successo però avrà una fine, che coinciderà incredibilmente con la fine dello spettacolo! Un libro, che ha liberamente ispirato un film, il quale ha chiaramente ispirato una serie televisiva che a sua volta ha giustamente ispirato il suo sequel … Arriva a teatro la parodia ufficiosamente non ufficiale di Romanzo Criminale.
Perdetevelo! ….
… e non saprete mai cosa vi sarete persi ….

19 GENNAIO 2012

Teatro Ettore Petrolini

v. Sutri RONCIGLIONE (VT)
tel. 338/1321792
327/2007740

Prezzo biglietto: 15 euro
Inizio spettacolo: ore 21

20 GENNAIO 2012

Teatro Comunale Flavio Vespasiano

v. G.Garibaldi 267 RIETI (RI)
tel. 0746/218885

Prezzo biglietto: 15 euro
Inizio spettacolo: ore 21

24-29 GENNAIO 2012

Teatro Lo Spazio

v. Locri 42/44 ROMA (RM)
tel. 06/77076486
   06/77074149

Prezzo biglietto: 12 euro + 3 euro tessera associativa
Inizio spettacolo da martedì 24 a sabato 28: ore 21
Domenica 29: ore 17

ATTENZIONE!!

Per la data di RONCIGLIONE potete già prenotarvi presso l’AGENZIA VIAGGI VICOTOURS e chiedere a tale Rachele Timossi tel. 0761/650044 … per le date di RIETI e ROMA INFO al num. 06/45553476

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Il teatro azienda (I parte)

novembre 28, 2011

Di Chiara Cariello

Nascita del teatro azienda

Le organizzazioni hanno da tempo occasionalmente utilizzato il teatro in situazioni particolari, come ad esempio role-playing, workshop, parties, presentazioni di prodotti, spettacoli o eventi particolari. Il più recente flusso di ricerca sull’ingresso della tecnica teatrale nel mondo organizzativo ha a che fare con quell’insieme di performances professionali che trattano problemi aziendali, quali conflittualità, cambiamenti organizzativi, relazioni interne, problemi specifici. A cavallo quindi fra il linguaggio teatrale come metafora e il teatro visto nel suo aspetto organizzativo, si è affermato l’utilizzo di quest’ultimo come tecnologia nello studio delle organizzazioni legate al business.
Questo tipo di attività che viene svolta da particolari strutture viene chiamato teatro organizzazionale; la tecnica che presenta si chiama “business theatre” o teatro azienda oppure teatro d’impresa. Questi termini descrivono le tecniche teatrali usate per analizzare, promuovere e supportare situazioni tipicamente critiche del mondo organizzativo, sensibilizzare e stimolare l’ambiente dell’impresa su problematiche specifiche.
L’intervento del teatro organizzazionale nell’azienda quindi è veramente particolare, in quanto non viene utilizzato per insegnare all’attore aziendale a recitare un ruolo, bensì agisce sull’aspetto emozionale, permettendo all’individuo di penetrare meglio in se stesso e di raffrontarsi ai colleghi. I valori del teatro vengono quindi utilizzati per cercare un ordine nuovo, per stimolare creatività.
Il teatro impresa nasce nel 1984 nel Quebec ad opera di Christian Poissonneau; da lì passa in Francia e quindi si diffonde nel resto dell’Europa, in particolare Germania, Inghilterra, Scandinavia. Specialmente in Francia e Germania tale tecnica è molto diffusa e molte organizzazioni lavorano usando correntemente il mezzo teatrale.

Una delle cause dello sviluppo nell’utilizzo di questa tecnologia teatrale è senz’altro il crescente interesse aziendale riguardante le risorse umane (Leplatre, 1996), considerate patrimonio comune.
E’ quindi una pratica in crescita il formare gruppi teatrali che recitano speciali spettacoli di fronte ad una platea scelta, con l’intento di esaminarne i comportamenti sul lavoro. Questo ha portato ad un notevole coinvolgimento di attori, registi, drammaturghi con gli aspetti e i linguaggi delle funzioni organizzative. Metodo comune utilizzato è la stesura di un copione scritto appositamente dopo aver approfondito la conoscenza specifica dell’ambiente organizzazionale. Tali copioni vengono realizzati da professionisti e attori nell’ambiente dell’impresa.
Altri lavori vengono eseguiti sotto forma di spettacoli improvvisati, altri ancora in sessioni in cui gli spettatori possono intervenire nello spettacolo sia dirigendolo sia collaborando con gli altri attori. Le tecniche utilizzate in questi tipi di spettacoli sono principalmente quelle del teatro post-moderno.
Tutte le possibilità del teatro vengono usate per esasperare e forzare i concetti da esprimere. In forma teatrale si riescono a comunicare cose che non sarebbe possibile altrimenti e la costruzione dello spettacolo con la collaborazione di attori e pubblico è molto coinvolgente. Rispetto ai metodi tradizionali d’insegnamento inoltre il teatro permette di accedere ad un numero di persone molto alto con i vantaggi immaginabili.
I produttori di teatro impresa pensano che ciò che accade quotidianamente è un dramma in se stesso ed assumono che i loro metodi siano utili a rivelare e aiutare a cambiare questo dramma (Nasenius, 1986). La loro attenzione particolarmente concentrata sulla vita quotidiana dell’organizzazione si inquadra nella visione sociologica della stessa.

Fonte: e3consultants

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Storytelling: il teatro si fa protagonista del meeting aziendale

ottobre 31, 2011

di Andrea Notarnicola - Newton Management InnovationGruppo Sole 24 Ore

Che differenza c’è tra “spiegare” e “raccontare”? Provate a “spiegare” a un bambino perché Biancaneve ha mangiato la mela, magari con qualche slide di Power Point, e lo capirete subito. Se invece

1. Ancora un Power Point?
Negli eventi le presentazioni, anche se mirabolanti, rappresentano spesso un punto debole. E l’inserimento di una sorpresa, prima o dopo la presentazione, non cambia nel pubblico la sensazione di assistere ad una somma algebrica di contributi poco coinvolgenti.
Ciò che ha cambiato molti eventi è la narrazione di storie.
C’è bisogno di veri e propri racconti.
Sempre più spesso, per questo, le aziende richiedono di organizzare gli eventi di mobilitazione delle persone, della forza vendita o di altri stakeholders, in forma non solo scenica, ma narrativa: invece della presentazione, il teatro.

2. L’ingresso del teatro in azienda è fenomeno non recente.
Utilizzato in contesti di natura più formativa, si è trasformato in uno strumento di comunicazione interna e di mobilitazione.
Dagli inizi del 2000 si contano frequenti episodi di imprese che, per animare i loro eventi e stimolare una riflessione, hanno costruito fiction allo scopo di mobilitare le persone attraverso narrazioni filmate: non sono mancate diverse citazioni al “camera cafe”.
Il teatro rappresenta situazioni aziendali in forma leggera e profonda insieme.
Può essere dal vivo o filmato: in ogni caso le rappresentazioni con personaggi rievocano la commedia dell’arte e coinvolgono il pubblico rispetto a temi complessi, là dove un Power Point non fa più primavera. Il collaboratore o il venditore o il fornitore vogliono essere convinti complessivamente del fatto che impegnarsi “vale ancora la pena”.
Queste persone valutano l’azienda vivendola tutti i giorni da dentro, con le sue contraddizioni organizzative, le incongruenze e le incertezze.
Il teatro ha la capacità di rappresentare in modo efficace e nello stesso tempo costruttivo la complessità del momento.
Un caso emblematico è la storia di Zzzoot. Si tratta di un percorso narrativo sul mondo delle aziende espresso in forma di evento teatrale aziendale, ed anche di fiction radiofonica (Radio24), di vlog, di racconto scritto.
Se l’azienda ha bisogno che le persone accolgano l’ambiguità, l’incertezza, la complessità del presente e del futuro, tanto vale confrontarsi con una azienda immaginaria e reale (Zzzoot è il nome di una azienda troppo vera per essere fantastica e troppo fantastica per essere vera) nella quale il pubblico può riflettersi sorridendo.
Rileggere il proprio ruolo con humour? Ma anche abbandonare il serioso e mantenere ciò che è serio, magari rivedere i propri punti di debolezza giocando un po’. In fondo la capacità di prendersi un po’ in giro testimonia la forza dell’azienda e dell’organizzazione, ed una disponibilità a migliorare.

3. In termini di genere il teatro può essere:
Un vero e proprio spettacolo con personaggi, evoluzioni, colpi di scena ispirato alla vita dell’azienda in questione
Un alternarsi di personaggi (ispirati a ruoli tipo all’interno dell’azienda) che intervengono durante l’evento per presentare il loro punto di vista
Un film che mette in evidenza criticità aziendali in chiave simpatica
Un gioco di improvvisazione
La messa in scena di pezzi teatrali celebri di autori classici che possono diventare oggetto di riflessione.

4. Il teatro negli eventi presenta risvolti che è bene gestire con attenzione:
Chiedete sempre all’organizzazione che vi supporta di scrivere un soggetto o un canovaccio, meglio uno script, del pezzo di teatro che si rappresenterà o diventerà una sit-com filmata, qualora si tratti di un testo originale.
Centrate una storia che metta a fuoco la complessità del momento per elaborare spunti costruttivi di riflessione: è importante che nella storia siano messi in evidenza, in chiave simpatica, i momenti della verità della vita aziendale che il pubblico stesso può trovare intriganti e interessanti, nei quali cioè si deve riconoscere.
Verificate che le persone sul palco siano in grado di governare sia il linguaggio del teatro sia il linguaggio d’impresa.
Permettete al pubblico del teatro nell’evento di interagire in qualche modo con la storia Non trascurate l’ipotesi di permettere al pubblico di proseguire la storia: il coinvolgimento del pubblico nell’improvvisazione e nella chiusura della narrazione presenta risvolti molto interessanti e ormai testati in termini di team-building. Si alzi il sipario.

Alessandro Baricco sullo Storytelling

Alessandro Baricco sullo Storytelling parte II e parte III

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